mercoledì 1 aprile 2020

Piazza Dante ore 18




Piazza Dante è un parco molto bello, al centro della città, con tante panchine, dove poter ammirare la bellezza della cattedrale romanica e scambiare quattro chiacchiere con amici. Da decenni è il punto di ritrovo delle famiglie ruvesi, dove i bambini possono correre di qua e di là, alternando un dondolo sull’altalena a un giro sullo scivolo.
Piazza Dante, da più di vent’anni, alle 18,00 di ogni giorno, per un paio d’ore, è il luogo di socializzazione e di aggregazione delle signore badanti. Donne immigrate provenienti da ogni parte del mondo, soprattutto dall’est Europa, che alle ore 18,00 di ogni giorno sospendono il lavoro di cura degli anziani che accudiscono per dedicarsi una pausa rigenerante.
Mi ha sempre incuriosito attraversare Piazza Dante alle ore 18,00 e osservare queste donne che conservano nel vestirsi i costumi della loro città natale e sedute alle panchine chiacchierano tra di loro nella lingua del loro paese di origine. Camminando penso a loro che hanno lasciato a migliaia di chilometri le proprie famiglie, i loro genitori, i loro figli, i loro mariti, i loro affetti, le piazze e i parchi delle loro lontane città.
“In questi giorni di coronavirus”, mentre vigono nel nostro Paese le regole ferree del “#iorestoacasa”, mi è capitato di passare da Piazza Dante alle ore 18,00 e restare colpito dalla piazza vuota e senza vita. Ho pensato alle badanti che non sostano più a quell’ora a Piazza Dante, ma restano chiuse nelle loro case, le stesse dei nostri genitori anziani e dei nostri nonni bisognosi delle loro cure e della loro presenza premurosa. Ho pensato all’omaggio da tributare alle badanti, ricco di calore e di gratitudine, denso della stessa  riconoscenza che in questi giorni dedichiamo a quanti curano e proteggono la nostra comunità dall’insidia del virus.
Nico Curci

1 commento:

  1. Una riflessione che condivido totalmente Nico. Per ragioni sanitarie è capitato anche a me attraversare quella piazza e coglierne il vuoto, il silenzio.
    Dopo le restrizioni, sapremo apprezzare questi piccoli particolari? Sapremo guardare i volti delle persone, coglierne i suoni o distrattamente attraverseremo quella piazza come se fosse vuota?
    Spero che questa esperienza che il covid-19 sta imponendo a tutti noi ci aiuti a riscoprire la bellezza delle relazioni, degli sguardi e degli abbracci forse troppe volte dati per ritualità.
    Buona giornata a tutti.

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