Anni fa, assieme ai miei…
amici di avventura Gianfranco Marinelli e Vincenzo Iurilli, facemmo una lunga
passeggiata. Come sempre, con la sola voglia di aprire nuovi cammini e di
porgere delle suggestioni.
In questi giorni di
“clausura”, di dolorosa assenza dalla Murgia, mi fa piacere riproporvi questo
diario. Buona passeggiata.
L’interazione fra acqua,
pietra e uomo è una delle chiavi di lettura più efficaci del paesaggio del nostro
agro, così come dell’intero areale geografico nel quale siamo collocati. Ogni
angolo è modellato dall’azione di questi elementi e, la comprensione dei loro innumerevoli
effetti, aumenterà di suggestione una qualsiasi passeggiata.
Le scarse acque di pioggia
penetrano in profondità, formando solo accumuli effimeri. Eppure esse
scolpiscono continuamente la roccia corrodendola, in superficie e nel
sottosuolo. Ne sono testimonianza i Campi carreggiati fatti da fitti
allineamenti di rocce affioranti, ma anche le grandi cavità scavate fino
a profondità irraggiungibili, e che comunicano con la superficie attraverso le
aperture degli inghiottitoi. L’uomo ha assecondato il clima e la morfologia di
questo ambiente. Ha coltivato le lame, nelle quali si accumula il
terreno trasportato in seguito all’erosione sui versanti e ha utilizzato questi
come pascoli.
La coltivazione deve fare i
conti con la“pietra” (le pietre!), vistada sempre come un ostacolo ma
anche come risorsa. E così, muri di terrazzamento, di confine, recinti per
animali, capanne, torri, specchie, tombe, casette rurali e trulli, sono stati
costruiti trasformando il problema in una risorsa utile. Le stesse pietresono
state colonizzate e colorate dai licheni, assumendo l’aspetto di strutture
esistiti da sempre, quasi non fossero state
artificialmente posizionate.
a cura di Mariano Fracchiolla
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