sabato 25 aprile 2020

festa di libertà

Oggi è la festa della libertà, che va curata e ricordata. Non dimentichiamolo nel nostro agire quotidiano, nel nostro fare Acli. Buona festa.

lunedì 6 aprile 2020

I SEGNI DELL’UOMO, DELL’ACQUA E DELLA PIETRA NELL’AGRO DI RUVO DI PUGLIA: UN DIARIO DI VIAGGIO


Anni fa, assieme ai miei… amici di avventura Gianfranco Marinelli e Vincenzo Iurilli, facemmo una lunga passeggiata. Come sempre, con la sola voglia di aprire nuovi cammini e di porgere delle suggestioni.
In questi giorni di “clausura”, di dolorosa assenza dalla Murgia, mi fa piacere riproporvi questo diario. Buona passeggiata.
L’interazione fra acqua, pietra e uomo è una delle chiavi di lettura più efficaci del paesaggio del nostro agro, così come dell’intero areale geografico nel quale siamo collocati. Ogni angolo è modellato dall’azione di questi elementi e, la comprensione dei loro innumerevoli effetti, aumenterà di suggestione una qualsiasi passeggiata.
Le scarse acque di pioggia penetrano in profondità, formando solo accumuli effimeri. Eppure esse scolpiscono continuamente la roccia corrodendola, in superficie e nel sottosuolo. Ne sono testimonianza i Campi carreggiati fatti da fitti allineamenti di rocce affioranti, ma anche le grandi cavità scavate fino a profondità irraggiungibili, e che comunicano con la superficie attraverso le aperture degli inghiottitoi. L’uomo ha assecondato il clima e la morfologia di questo ambiente. Ha coltivato le lame, nelle quali si accumula il terreno trasportato in seguito all’erosione sui versanti e ha utilizzato questi come pascoli.
La coltivazione deve fare i conti con la“pietra” (le pietre!), vistada sempre come un ostacolo ma anche come risorsa. E così, muri di terrazzamento, di confine, recinti per animali, capanne, torri, specchie, tombe, casette rurali e trulli, sono stati costruiti trasformando il problema in una risorsa utile. Le stesse pietresono state colonizzate e colorate dai licheni, assumendo l’aspetto di strutture esistiti da sempre, quasi non fossero state artificialmente posizionate.

a cura di Mariano Fracchiolla


venerdì 3 aprile 2020

Consigli per la quarantena#1 - Prendiamola con filosofia


Vi segnalo una "maratona" di filosofi in diretta streaming molto interessante, che si svolgerà domani dalle ore 11 alle ore 23. Da rivedere pure l'edizione del 21 marzo scorso.
Da non perdere perchè come dicono loro:

mercoledì 1 aprile 2020

Piazza Dante ore 18




Piazza Dante è un parco molto bello, al centro della città, con tante panchine, dove poter ammirare la bellezza della cattedrale romanica e scambiare quattro chiacchiere con amici. Da decenni è il punto di ritrovo delle famiglie ruvesi, dove i bambini possono correre di qua e di là, alternando un dondolo sull’altalena a un giro sullo scivolo.
Piazza Dante, da più di vent’anni, alle 18,00 di ogni giorno, per un paio d’ore, è il luogo di socializzazione e di aggregazione delle signore badanti. Donne immigrate provenienti da ogni parte del mondo, soprattutto dall’est Europa, che alle ore 18,00 di ogni giorno sospendono il lavoro di cura degli anziani che accudiscono per dedicarsi una pausa rigenerante.
Mi ha sempre incuriosito attraversare Piazza Dante alle ore 18,00 e osservare queste donne che conservano nel vestirsi i costumi della loro città natale e sedute alle panchine chiacchierano tra di loro nella lingua del loro paese di origine. Camminando penso a loro che hanno lasciato a migliaia di chilometri le proprie famiglie, i loro genitori, i loro figli, i loro mariti, i loro affetti, le piazze e i parchi delle loro lontane città.
“In questi giorni di coronavirus”, mentre vigono nel nostro Paese le regole ferree del “#iorestoacasa”, mi è capitato di passare da Piazza Dante alle ore 18,00 e restare colpito dalla piazza vuota e senza vita. Ho pensato alle badanti che non sostano più a quell’ora a Piazza Dante, ma restano chiuse nelle loro case, le stesse dei nostri genitori anziani e dei nostri nonni bisognosi delle loro cure e della loro presenza premurosa. Ho pensato all’omaggio da tributare alle badanti, ricco di calore e di gratitudine, denso della stessa  riconoscenza che in questi giorni dedichiamo a quanti curano e proteggono la nostra comunità dall’insidia del virus.
Nico Curci